La prestigiosa galleria americana ospita l’evoluzione internazionale del progetto nato in puglia

Dopo il successo della prima esposizione al Museo Archeologico Nazionale “Matteo Sansone” di Mattinata, in Puglia, il progetto Stelèa dell’artista italiana Keziat approda negli Stati Uniti con una nuova mostra alla 502 Gallery di Sarasota, in Florida. L’esposizione rappresenta un’evoluzione del percorso inaugurato nel 2025 e conferma il crescente riconoscimento internazionale della ricerca dell’artista pugliese, da anni protagonista della scena contemporanea con un linguaggio che unisce disegno, videoarte, installazione e performance.

Stelèa nasce come una riflessione sul rapporto tra memoria e contemporaneità, una nuova figura simbolica che attraversa il tempo, trasformando i segni del passato in una narrazione visiva aperta al presente. Attraverso disegni realizzati con la penna a sfera su tela, carta e superfici inusuali, video installazioni e ambienti immersivi, Keziat costruisce un universo in continua trasformazione, in cui simboli, forme e presenze diventano strumenti di dialogo tra epoche e culture. Stelèa si fa così medium tra l’origine e il presente, tra il mito e l’identità, dando vita a una figura che non appartiene a un solo tempo, ma a una continua metamorfosi. “L’opera di Keziat visualizza mondi che uniscono realtà diverse e trasporta negli abissi nascosti dell’animo umano.” Il Corriere della Sera

Nelle opere esposte il tempo si dissolve: passato e presente convivono nello stesso spazio visivo, così come si fondono luoghi, identità, elementi del mondo animale, natura e oggetti della quotidianità. Ogni immagine viene trasformata attraverso il tratto minuzioso e ipnotico della biro, cifra stilistica dell’artista, che costruisce paesaggi visionari capaci di evocare mondi sospesi tra reale e immaginario.

Come osserva Marilena Morabito, curatrice della mostra dello scorso anno, realizzata in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali della Puglia, il Ministero della Cultura e Musei Italiani, Stelèa è «un viaggio interiore e rituale che attraversa la memoria ancestrale e la realtà contemporanea, tra natura primordiale e paesaggi digitali». Un percorso in cui il patrimonio culturale diventa materia viva, capace di generare nuove visioni e nuove possibilità di interpretazione.

La tappa di Sarasota non rappresenta semplicemente una riproposizione della mostra italiana, ma un nuovo capitolo del progetto. Per la 502 Gallery, Keziat ha sviluppato opere inedite e un allestimento pensato appositamente per gli spazi espositivi americani, ampliando la ricerca sul dialogo tra memoria collettiva e linguaggi contemporanei. L’esposizione invita il pubblico a confrontarsi con temi universali quali l’identità, il rapporto con la natura, il significato del rito e la continua trasformazione dell’essere umano.

Nata a San Severo e residente a Roma, Kezia Terracciano, in arte Keziat, ha esposto in musei, gallerie e festival internazionali a Venezia, Roma, Parigi, Amsterdam, New York, Washington D.C., Hong Kong, Kuala Lumpur, Singapore, Bangkok, Sydney, Miami e Johannesburg. La sua ricerca multidisciplinare comprende disegno, videoanimazione, installazione, performance e scenografie teatrali. Nel 2018 ha presentato la performance Music for Your Eyes presso The Centre for the Less Good Idea di Johannesburg, il centro artistico fondato dal celebre artista sudafricano William Kentridge, consolidando una carriera caratterizzata da un costante dialogo tra arti visive e linguaggi performativi.

Con Stelèa Keziat prosegue il proprio percorso internazionale proponendo una riflessione sul valore della memoria come spazio di trasformazione. Attraverso un linguaggio poetico e profondamente contemporaneo, l’artista dimostra come i simboli del passato possano ancora parlare al presente, diventando strumenti di conoscenza, immaginazione e dialogo tra culture diverse.

La mostra alla 502 Gallery conferma il ruolo dell’arte contemporanea come ponte tra territori apparentemente lontani: dalla Puglia alla Florida, dalle antiche civiltà mediterranee al pubblico internazionale, Stelèa invita a riscoprire il passato non come un luogo da contemplare, ma come una fonte inesauribile di nuove visioni.

BIOGRAFIA

Kezia Terracciano, in arte Keziat, nasce a San Severo e vive a Roma. Si diploma nel 1998 all’Accademia di Belle Arti di Foggia e avvia un percorso artistico che la porta a esporre in numerose città del mondo, tra cui Venezia, Roma, Parigi, New York, Los Angeles, Amsterdam, Hong Kong, Kuala Lumpur, Singapore, Bangkok, Miami e Johannesburg. “L’opera di Keziat visualizza mondi che uniscono realtà diverse e trasporta negli abissi nascosti dell’animo umano.” Il Corriere della Sera

Tra il 1996 e il 2008 sviluppa una ricerca prevalentemente pittorica, affiancando all’attività espositiva la realizzazione di fumetti e illustrazioni per importanti case editrici internazionali, tra cui Encyclopædia Britannica (Chicago), Synergebooks (New York) e 123Publishing House (Hong Kong). Dal 2006 collabora con il musicista e compositore Luca Ciarla, dando vita ai progetti multidisciplinari di Violipiano Visual, nei quali musica, danza, teatro e arti visive si fondono in un unico linguaggio espressivo.

Nel 2009 nasce Visionaria, progetto sviluppato a partire da una serie di grandi disegni a penna che evolve progressivamente in animazioni, video e installazioni immersive. Nel 2010 il cortometraggio d’animazione Memoria di un folle vince la quinta edizione del MAGMART – Festival Internazionale di Video Arte, organizzato in collaborazione con il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, entrando successivamente nella collezione permanente del CAM – Casoria Contemporary Art Museum.

Nel 2012 Visionaria diventa un articolato progetto espositivo internazionale con cinque mostre personali ospitate dal MAT – Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo, dal Centro Culturale Elsa Morante di Roma, dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, dalla Sabiana Paoli Art Gallery di Singapore e dall’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.

Nel 2014 realizza il logo animato della casa di produzione cinematografica hollywoodiana Umano. L’anno successivo l’opera Sounds viene acquisita dalla National Art Gallery of Malaysia, dopo il successo ottenuto all’Art Expo Malaysia di Kuala Lumpur. Nel 2016 presenta Hybrids, secondo grande ciclo espositivo internazionale, allestito inizialmente presso il MAT di San Severo e successivamente alla Società Dante Alighieri di Miami, alle Scuderie Aldobrandini di Frascati e al Chulalongkorn University Museum di Bangkok nell’ambito del Festival Italiano in Thailandia.

Nel 2018 debutta a Johannesburg, presso The Centre for the Less Good Idea, centro artistico fondato da William Kentridge, con la performance Music For Your Eyes, primo capitolo del progetto Introspective. Seguono una mostra personale alla Via Umbria Gallery di Washington D.C., a cura di Mary J. Sollway, e una nuova esposizione al Kimonos Art Center di Paphos, a Cipro.

Nel 2019 presenta la mostra-performance In_Visible al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, consolidando una ricerca sempre più orientata al dialogo tra immagine in movimento, spazio e performance. Negli anni successivi amplia il proprio lavoro nel campo teatrale, progettando e realizzando videoscenografie per importanti produzioni italiane, tra cui L’Asino di Jesper Halle, prodotto da Teatro del Loto e Metateatro di Pescara, Figli di Abramo di Svein Tindberg e The Game, scritto e diretto da Gianluca Iumiento per il Teatro Nuovo di Pisa.

Nel 2025 inaugura Stelèa, il suo più recente progetto artistico, al Museo Civico Archeologico Matteo Sansone di Mattinata, nell’ambito di un’iniziativa promossa dalla Direzione Regionale Musei Nazionali della Puglia, in collaborazione con il Ministero della Cultura e Musei Italiani. Il progetto proseguirà il suo percorso internazionale con esposizioni previste negli Stati Uniti nel 2026 e in Asia nel 2027.

La ricerca di Keziat si distingue per un linguaggio visionario e profondamente multidisciplinare, in cui disegno, pittura, videoarte, animazione, installazione e performance dialogano costantemente. Le sue opere esplorano i temi della memoria, dell’identità, della trasformazione e della relazione tra essere umano e paesaggio, dando vita a universi visivi di forte impatto poetico ed emotivo.

NOTA DELL’ARTISTA

Soffermandomi sulle memorie del passato, custodi silenziose di storia, identità e conoscenza, ho intrapreso un dialogo con il presente e con ciò che ancora deve venire. In quelle tracce ho riconosciuto l’essenza di un essere umano profondamente visionario, capace di vivere in armonia con la natura e di percepirsi come parte di un unico organismo vivente. È questa visione che desidero restituire nelle mie opere, dove figure animali e vegetali attraversano e abitano gli spazi dell’uomo, dissolvendo i confini tra cultura e natura, tra mito e realtà. La memoria diventa così una forza generatrice, un impulso che ci spinge a scavare dentro noi stessi per trasformare il passato in una continua ricerca di senso, capace di illuminare il presente e aprire nuove possibilità per il futuro.


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